Come per altri lavori prima di partire con l’elaborazione della grafica, ho cercato d’individuare alcuni punti che potessero coerentemente caratterizzare i titoli di testa secondo il contenuto del video:
- la figura di James Joyce.
- il suo rapporto con il cinema, argomento della conferenza documentata nel video.
Il contatto con i Joyciani, illustra emanazione di James, mi ha permesso di delineare indirettamente la sua figura, evidenziando la sua stravaganza ed un senso dell’umorismo assolutamente non banale, con un amore per il paradosso tutto britannico. D’obbligo quindi l’inserimento della sua figura, rielaborata secondo canoni montyphytoniani. Il tema cinematografico l’ho affrontato sia sul piano stilistico che con l’inserimento di un frammento di proiezione.
Con l’uso del espressione wiggle applicato all’intensità della luce e alla posizione della camera ho cercato ottenere un effetto “proiezione”, dando anche vita a delle inquadrature che sarebbero state altrimenti piuttosto statiche e poco si sarebbero conciliate con la musica scelta.
Ho anche inserito, sincronizzando i cambi di illuminazione, un frammento dell’indimenticabile proiezione con proiettore a carboni tenutasi durante il convegno al cinema Ariston di Trieste, che in quell’occasione si è trasformato nel Cinema Volta di Dublino che Joyce fondò nel 1909.
Anche la musica, eseguita da Carlo Moser, è parte dell’accompagnamento ai film di quella serata.
Per quanto riguarda il layout dei testi e la pioggia finale a partire dal Ulysses, l’ispirazione èvenuta da un poster del 1971 delle grotte di Dachstein in Austria. Le pubblicazioni annuali Graphis di quegli anni si stanno rivelando un’inestimabile miniera d’ispirazioni. La linearità e pulizia grafica che contraddistinguono lo stile di quegli anni ben si prestano alla trasposizione in video.
