URSUS multimedia project

Posted: 26 luglio 2010
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Parte una nuova collaborazione, questa volta con il “Gruppo 78“. che ci ha ingaggiato per la videodocumentazione di “Ursus multimedia project”, evento che si terrà mercoledì 28 luglio, presso il Molo IV di Trieste.

Con “Ursus multimedia project” si realizza il primo progetto, ideato da Daniela Frausin, tra quelli presentati lo scorso dicembre nell’ambito de “La città radiosa” – molteplice evento promosso dal GRUPPO78 con la collaborazione della facoltà di Architettura dell’Università di Trieste. Si passa così alla terza fase, quella realizzativa appunto, di un processo di indagine e riconsiderazione, iniziato con la “mappatura”, dei luoghi abbandonati di Trieste e della sua Provincia.e che con l’URSUS si estende anche a strutture vetero-industruiali, nate con determinate funzioni, decadute nel corso degli anni. [...]

Una serata imperniata su musica, danza verticale, video-proiezioni, in modo da creare un’atmosfera esaltante, sul fondamento di una ben qualificata creatività, dentro e attorno alla vecchia struttura. Nel dettaglio, si produrrà uno spettacolo di danza verticale, ideata ad hoc dalla coreografa WANDA MORETTI della Compagnia IL POSTO, che con il musicista MARCO CASTELLI ha sviluppato un progetto sinergico – chiamato progetto Proteo – d’integrazione tra movimento, suono e ambiente. Le danzatrici spericolatamente si arrampicheranno sull’URSUS, nella magica atmosfera sonora creata da un sassofono con i suoi ampliamenti elettronici, e nel contempo esploderanno sull’Ursus video proiezioni giganti, estrapolate dall’immaginario de“la città radiosa, curate da CECILIA DONAGGIO, e adattate alle difficili, irregolari superfici dell’Ursus. L’evento chiaramente ha lo scopo, al di là delle suggestioni evocate dallo spettacolo, di attivare, com’è nei propositi de La città radiosa”, una riflessione in primo luogo sui destini dell’Ursus, e in genere sui luoghi di scarto, abbandonati, – dotati di una irresistibile fascinazione per gli ineludibili retaggi di transiti umani che contengono – per possibili riconversioni, revitalizzazioni nel rispetto dell’ambiente, al di là di disastrose cementificazioni e di scriteriati stravolgimenti del territorio.